Come funziona
- Lo dici a parole tue. «Techno economica a Berlino». «Un rooftop tranquillo a Barcellona». «Dove si balla stasera a Milano». Niente filtri da spuntare, niente lista di città: la città la scrivi dentro la frase.
- Tornano poche serate, non un catalogo. Otto-dieci serate, non un catalogo da spulciare. Ognuna con l'orario di apertura, il prezzo indicativo d'ingresso, il genere e — quando il modello sa dove sta — la posizione sulla mappa.
- Le salvi, o le porti alla crew. Quelle che ti interessano finiscono nella tua agenda. Se esci in gruppo le proponi alla crew, si vota, e la scelta resta scritta invece di sciogliersi in chat.
Il colore dice il genere
Sulla mappa e sulle schede non ci sono icone da decifrare: ogni serata prende la luce del suo genere, e la sorgente sta dove starebbe davvero — l'insegna sopra la porta di un club, l'orizzonte di un rooftop, la porta bassa di un seminterrato, il cielo aperto di un festival.
Quanto ci si può fidare
Le serate le trova un modello AI, e un modello AI può sbagliare un orario, un prezzo, o descrivere una serata che non si terrà. Invece di far finta di niente, UrbanWave dichiara quanto è solida ogni proposta:
- Verificato — c'è una fonte che conferma quella serata in quella data, ed è collegata. È la sola che si possa dare per buona.
- Probabile — il locale è reale e ha senso che quella sera sia aperto, ma la serata specifica non è confermata da nessuno.
- Segnale AI — è una proposta costruita sui segnali, non un ritrovamento. Vale come idea, non come programma.
Prima di uscire di casa, apri il canale del locale. È scomodo dirlo su una pagina che dovrebbe convincerti, ma un'app che ti manda a una porta chiusa non serve a niente.
Quanto costa
Nessun abbonamento, niente da disdire. Si paga a consumo con i Pulse: un Pulse vale una ricerca completa, e i Pulse non scadono. Alla registrazione ne trovi 3 in regalo, senza inserire nessuna carta.
| Pacchetto | Ricerche | Prezzo |
|---|---|---|
| Starter | 6 | 4.99 CHF |
| Explorer | 15 | 9.99 CHF |
| Insider | 51 | 24.99 CHF |
Dove funziona
Ovunque. La città la scrivi tu e non c'è nessun elenco chiuso da cui sceglierla: Milano, Berlino, Barcellona, Lisbona, Città del Messico, un paese di duemila abitanti.
Questo non vuol dire che tutte le città rendano uguale, e sarebbe disonesto lasciarlo credere. UrbanWave lavora su quello che di una scena notturna è documentato pubblicamente: dove i locali comunicano molto, le proposte sono tante e spesso confermate da una fonte.
Dove comunicano poco, la lista resta lunga lo stesso — ma è fatta soprattutto di locali plausibili aperti quella sera, non di serate confermate. È una scelta, ed è il motivo per cui ogni scheda porta un'etichetta: distinguere le due cose invece di mescolarle. Se in una città vedi otto schede e nessuna dice Verificato, quello che hai davanti sono suggerimenti, non un programma.
L'interfaccia parla italiano, inglese, spagnolo, francese e tedesco, e si regola da sola sulla lingua del telefono.
Cosa UrbanWave non è
Non è una biglietteria
Non vende niente, non prende commissioni sugli ingressi e non ha accordi con i locali. Quando c'è una fonte, il collegamento porta al canale dell'organizzatore e la prenotazione si fa lì. Detto al contrario, che è la parte che conta: nessun locale può pagare per comparire fra i risultati.
Non è un calendario di eventi verificati
Un archivio di eventi contiene quello che gli organizzatori hanno caricato: è verificato, ma bisogna già sapere cosa cercare e copre le città e i locali che hanno scelto di esserci. UrbanWave parte dal problema opposto — non sapere dove andare — e per questo può parlare di qualsiasi città, al prezzo di non poter garantire nessuna serata. Sono strumenti complementari: si sceglie qui, si conferma sul canale del locale.
Non è un social
Non c'è un feed, non ci sono follower e non c'è niente da alimentare. La crew è un gruppo chiuso di persone che escono insieme, e serve a decidere una cosa e chiuderla.
Serve installare qualcosa?
No, si apre nel browser. Su iPhone e Android puoi aggiungerla alla schermata Home e da quel momento si comporta come un'app installata — icona, schermo intero, nessuna barra degli indirizzi — ma non passa dall'App Store né dal Play Store, e non c'è niente da aggiornare.
UrbanWave è riservato ai maggiorenni: parla di locali notturni, alcol e ingressi con limite d'età.
Le domande scomode
UrbanWave è gratis?
In parte, ed è giusto dirlo per intero. Alla registrazione trovi 3 Pulse, cioè tre ricerche complete, senza mettere una carta. Finite quelle, una ricerca costa un Pulse e i Pulse si comprano. Non c'è un abbonamento e non c'è niente da disdire: si paga quando si cerca, e basta.
Serve registrarsi per fare una ricerca?
Sì. Puoi aprire l'app e girarla senza account — vedi com'è fatta, com'è fatta una scheda, dov'è la mappa — ma nel momento in cui premi Cerca ti viene chiesto di registrarti. Non è una trappola: ogni ricerca fa partire una chiamata a un modello AI, che si paga a consumo, e senza un account non c'è modo di impedire che quella spesa venga fatta da un robot invece che da una persona.
UrbanWave sa dove sono? Cosa fa dei miei dati?
La posizione la chiede solo se premi «Usa GPS», e in quel caso partono le sole coordinate verso un servizio che le converte nel nome della città: nessun identificativo del tuo account viaggia insieme. Per il resto servono un indirizzo email e una password per l'account, e le ricerche restano legate a quello. Le pagine che si aprono nel browser non chiamano nessun servizio esterno: perfino il carattere tipografico è servito da questo dominio, non da Google. Il dettaglio completo — cosa si conserva, per quanto, e come si cancella tutto — sta nell'informativa.
Se la serata non c'era, mi rendete il Pulse?
No, e non è una furbizia: la ricerca è stata fatta e ha avuto un costo nel momento in cui l'hai lanciata, indipendentemente da come è andata la serata (Termini, art. 8.4). Quello che facciamo è l'unica cosa sensata a monte: dirti prima quanto è solida ogni proposta, invece di lasciartelo scoprire davanti a una porta chiusa. Se una scheda non dice Verificato, il controllo sul canale del locale non è facoltativo.
Chi c'è dietro UrbanWave?
Un progetto indipendente, con sede in Svizzera, non una redazione e non una società con degli investitori da soddisfare. Questo spiega anche perché non ci sono locali sponsorizzati: non c'è nessuno a cui vendere quello spazio. Il recapito per scrivere è in fondo ai Termini.
Guide
Tre cose che valgono anche senza UrbanWave, e che spiegano perché UrbanWave è fatto così.